La SICUREZZA del posto fisso o la LIBERTA’ di un titolare di partita iva 4.0?

 

 

La libertà non può mai venire dopo la sicurezza.

Semplicemente sono due cose che non si mischiano, come l’olio e l’acqua. Non vanno d’accordo e non possono stare insieme. Sono opposte.

Più sicurezza cerchi, meno libertà avrai. Se desideri la libertà devi abbandonare la sicurezza. I dipendenti cercano la sicurezza, mentre noi titolari di partita iva semplicemente cerchiamo la libertà.

Vogliamo decidere da noi il nostro destino, scegliere come e quanto guadagnare ed inseguire i nostri sogni senza sacrificarli sull’altare di quella sicurezza che loro anelano. Noi non vogliamo rinunciare ai nostri sogni, scambiandoli con una paga fissa di qualche euro all’ora.

La risposta alla domanda da 1 milione di dollari: “Chiunque può fare L’IMPRENDITORE?” è “”.

Essere un imprenditore è una cosa che risiede nel DNA umano, tanto quanto vi risiede il desiderio incondizionato di libertà. Tutto sta nel compiere una scelta importante.

Diventare un imprenditore professionale inizia col desiderio di togliersi di dosso le ansie sulla sicurezza inculcateci dai genitori, dalla scuola e dalla società, per riscoprire il nostro innato istinto a conquistarci la libertà di decidere della nostra vita e del nostro futuro.

Il Sistema Progectum è il mezzo che ci aiuta a percorrere la strada della libertà senza andare allo sbaraglio.

La realtà è che il Sistema Progectum non richiede doti particolari perchè è semplicemente: fai questo per andare da A a B, poi si va da B a C e così via fino al risultato stabilito in partenza diminuendo il rischio imprenditoriale.

Mi sono prefissata di insegnarti questo sistema per aiutarti a scegliere da te riguardo al tuo futuro ed alla tua vita, accelerando la tua curva di apprendimento con le tecniche più efficaci e risparmiandoti tutti gli errori e gli sbagli che ho commesso io nei primi anni della mia carriera.

P.s. Che tu debba essere comunque una persona sveglia ed un vero esperto sono cose che ovviamente do per scontato…ma ci siamo capiti.

Chi desidera vincere nel business, sa istintivamente che deve superare tantissimi limiti imposti dalla natura umana. Molti si avvicinano a questa professione proprio nel tentativo di superare i loro demoni, le loro paure, le loro ansie nel gestire in maniera efficace la propria relazione con gli altri prima ancora che con i clienti. Molti tentano, pochi riescono.

Gli imprenditori eccellenti sanno affrontare a testa alta la realtà. Anche i migliori sanno che prima di poter ricevere un “si!” dovranno reggere l’urto di almeno dieci/venti “no!”. Forse anche di più. Il problema è che i “no!” fanno male. Sono come cannonate, a volte. Ci feriscono, ci dilaniano, irrompono tra le nostre speranze come un elefante in un negozio di porcellane.

Qualunque persona normale scapperebbe da quel dolore, lo eviterebbe, tornerebbe ad occuparsi di un lavoro più tranquillo…magari con un bello stipendio sicuro.

Gli imprenditori invece, o almeno i migliori tra questi, non mollano. Continuano a stringere i denti, ad avanzare, a superare la paura e la delusione. Non si fermano davanti a nulla, sino a che la loro scorza si è fatta dura, la loro tempra di cacciatore si è rinvigorita e la loro determinazione si è affilata come la lama di un rasoio pronta a fendere il bersaglio.

 

Essere un imprenditore è la magia di rischiare tutto, per realizzare un sogno che nessuno vede tranne te…”.

 

Sotto ogni punto di vista, fare business è una professione che va contro il buon senso comune.

Intraprendere questo cammino significa quasi sempre essere osteggiato in maniera più o meno forte dalla famiglia, dai genitori, dal compagno o dalla compagna. Significa sottoporsi al lubridio ed allo scherno degli amici che non capiscono cosa vi sia preso. Significa rinunciare a molto del tempo che una volta si era soliti dedicare a se stessi per continuare a lavorare, a studiar e a perfezionarsi per diventare un giorno un maestro nel proprio settore.

Solo il raggiungimento di quel traguardo, che all’inizio del percorso appare lontano come una irraggiungibile chimera, farà smettere quel vociare alle vostre spalle. Solo allora le occhiate preoccupate e che sconfinano nel compassionevole svaniranno. La gente si arrenderà solo davanti ai vostri risultati, non prima. Le persone tendono a non comprendere che per diventare un professionista del business, si debba passare per un lungo tunnel iniziale fatto di enormi sacrifici, dove lo sforzo richiesto è estremamente maggiore rispetto ai risultati. Il “ma chi te lo fa fare” del gruppo dei pari è una delle cause maggiori di fallimento di chi cerca di intraprendere questa professione.

 

FATTORE AMBIZIONE

 

Una cosa che dovrai imparare a tenere in considerazione è il fattore “ambizione” quando ti relazionerai con gli altri.

Tu avrai sicuramente un’ambizione che la massa là fuori non possiede.

Non è che non capiscono e basta; è che non riescono proprio a comprendere perchè tu voglia o perchè sia necessario sbattersi così tanto.

Loro non vogliono sbattersi. Loro vogliono solo uno stipendio sicuro, lavorare dalle 9 alle 5 e poi il week end a casa a fare i fatti loro. (Da un ultimo sondaggio nazionale si evince che un bel posto fisso sia il sogno piú grande per l’86% degli italiani. Considerando che circa il 3% di coloro che ci prova sopravvive 10 anni con la propria impresa, da un rapido calcolo emerge che ogni 1000 che sognano di fare il dipendente che vende il suo tempo ad ore tutta la vita fino a che la vecchiaia lo coglie, vi sono 5-6 imprenditori.)

E se non funziona, lo Stato o qualcun altro dovrebbe “fare qualcosa”. Non è compito loro, insomma.

Quindi tu nel tuo “sbatterti” vuoi stravolgere l’ordine naturale delle cose.

Tutto qui.

Ti sembrerà strano ma anche il 90% degli imprenditori non è affatto ambizioso.

Il loro scopo primario non è realmente costruire qualcosa ma solo “non lavorare per altri”. È essenzialmente uno scopo negativo/antagonista, non costruttivo.

Anche loro non capiscono “perchè ci si debba sbattere”.

Loro già vanno a lavorare e “pagano le tasse”. Se non funziona significa che “c’è la crisi”.

Cerca di classificare le persone che ti circondano più per il livello di ambizione che per le qualità che hanno oggi.

L’ambizione ti permette di vedere le persone in prospettiva.

Una persona normale o anche sotto la media, oggi con la giusta ambizione arriverà ad avere doti superiori alla norma grazie a studio e perseveranza.

Circondati delle persone giuste e cerca le persone giuste. Sono il mondo nel quale finirai per vivere.

Persone senza ambizione ti trascineranno in un futuro di grigiore, insoddisfazione, negatività e cattiveria mista a invidia. Evitali.

Per il principio aristotelico “similia similibus” ognuno è attratto ed attrae gente simile a sé.

Chi è evoluto, s’avvicinerà a gente evoluta; chi è involuto troverà nella sua ricerca gente involuta e s’assocerà a quella, talvolta disprezzando i gruppi validi solamente per invidia.

Oro chiama oro, l’argento è attratto dall’oro perché prossimo a lui (e migliore) nella scala dei valori; piombo chiama piombo ed a volte disprezza l’oro perché irraggiungibile alla sua condizione attuale.